Se pensi che i controlli fiscali siano qualcosa che “capita agli altri”, il 2026 potrebbe farti cambiare idea. Non perché arriveranno ispettori a sorpresa ovunque, ma perché il controllo, sempre più spesso, inizierà prima ancora che tu te ne accorga: dentro i dati.
Il 2026 e la svolta “data-driven”
L’Agenzia delle Entrate sta orientando una parte crescente delle verifiche verso algoritmi e analisi incrociate delle banche dati. Tradotto in modo semplice, non si parte più solo da una segnalazione o da un sospetto generico, ma da incoerenze misurabili: numeri che non tornano, cantieri che risultano “aperti” troppo a lungo, rendite catastali ferme nonostante lavori importanti, movimenti finanziari non coerenti con i redditi.
In questo quadro, la collaborazione con la Guardia di Finanza diventa un moltiplicatore: più fonti, più incroci, più capacità di ricostruire un quadro completo.
Operazione “Cantieri a Metà”, cosa cercano davvero
Dal 2026 partirà una campagna sistematica di intelligence fiscale sui bonus edilizi, con una platea molto ampia (si parla di circa 200.000 controlli). L’idea guida è individuare situazioni in cui ciò che è stato comunicato non coincide con ciò che risulta nella realtà o nelle banche dati.
Ecco i segnali tipici che potrebbero accendere il semaforo:
- Cantieri dichiarati ma non completati, oppure conclusi “sulla carta” senza riscontri coerenti.
- Incongruenze tra comunicazioni (ad esempio stati avanzamento lavori) e dati tecnici disponibili.
- Lavori che avrebbero dovuto modificare caratteristiche dell’immobile, ma senza riflessi documentali o catastali.
Per rendere questi controlli più robusti, si parla anche di strumenti come droni e immagini satellitari, usati come supporto per verifiche mirate quando serve un riscontro oggettivo. Se l’Amministrazione ritiene che i requisiti dell’agevolazione non siano rispettati, può arrivare alla revoca del bonus, con recupero dell’imposta e possibili sanzioni. Per chi ha gestito pratiche complesse, questo è il punto più delicato: spesso l’errore non è “il lavoro”, ma la catena di documenti, tempi e coerenze.
Superbonus e rendita catastale, la trappola della “dimenticanza”
C’è un aspetto che molti hanno sottovalutato: dopo interventi importanti, può essere necessario aggiornare i dati catastali. Da aprile 2025 sono partite lettere di “compliance” per chi ha usufruito del Superbonus senza adeguare la rendita catastale quando dovuto, e l’operazione proseguirà per almeno tre anni.
La logica qui è lineare: se l’immobile cambia in modo rilevante, il Catasto non può restare fermo. Nel 2026 questa linea continuerà, e l’attenzione sarà proprio sulle situazioni in cui:
- i lavori risultano rilevanti,
- il beneficio fiscale è stato utilizzato,
- ma la posizione catastale è rimasta identica.
Conti correnti, incoerenze e controlli più “intelligenti”
Dal 9 aprile 2026 il perimetro degli obblighi e delle segnalazioni in ambito antiriciclaggio sarà più stringente, con maggiore attenzione alle incoerenze tra redditi dichiarati e movimentazioni bancarie. Non significa che ogni bonifico diventi un problema, significa che diventano più “visibili” gli scostamenti sistematici: entrate ricorrenti non spiegate, flussi incompatibili con il profilo dichiarato, o pattern che si ripetono nel tempo.
In parallelo, la DAC7 consente confronti con i dati delle piattaforme digitali: un altro modo per incrociare ciò che si dichiara con ciò che emerge dai canali online.
Dove si concentreranno le verifiche (in pratica)
| Area | Cosa guardano | Segnale tipico |
|---|---|---|
| Bonus edilizi | requisiti, coerenza documentale, stato lavori | cantiere “eterno” o dati discordanti |
| Catasto | aggiornamenti post lavori | rendita invariata dopo interventi rilevanti |
| Finanza personale | coerenza redditi e flussi | movimenti non compatibili con quanto dichiarato |
| Piattaforme | dati DAC7 e dichiarazioni | ricavi online non allineati |
Fine del 110%, cosa cambia per chi ha ancora lavori
Con la Manovra 2026 il Superbonus 110% dovrebbe sparire definitivamente, salvo eccezioni legate alla ricostruzione post-sisma in specifici comuni del Centro Italia. Questo non “cancella” i controlli sul passato, anzi, spesso li rende più mirati: quando un’agevolazione si chiude, l’attenzione si sposta sulla correttezza di quanto già fruito.
Come prepararsi senza ansia, ma con metodo
Se vuoi dormire tranquillo, il punto non è fare tutto da soli, ma avere ordine:
- Raccogli e organizza documenti, asseverazioni, SAL, fatture, bonifici.
- Verifica se serve una variazione catastale e, se sì, muoviti per tempo.
- Mantieni coerenza tra ciò che dichiari e ciò che si muove sui conti, soprattutto per entrate ricorrenti.
Il 2026 non porterà “più controlli” in senso tradizionale, porterà controlli più selettivi e più veloci. E in un sistema guidato dai dati, la miglior difesa è una sola: coerenza.




