C’è un momento, spesso a fine inverno o quando arriva la prima bolletta “pesante”, in cui guardi la vecchia stufa o la caldaia e pensi: “Ok, prima o poi devo farci qualcosa”. La novità è che quel “prima o poi” oggi può trasformarsi in “subito”, grazie a un contributo che, in alcune regioni, arriva davvero fino a 8.000 euro.
Di che bonus stiamo parlando, e perché è diverso dagli altri
Questo incentivo non è la classica detrazione fiscale da recuperare in anni. È un contributo regionale a fondo perduto, finanziato dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica con circa 10 milioni di euro, pensato per sostituire impianti vecchi e più inquinanti con soluzioni a biomassa moderne e più efficienti.
La logica è semplice: se cambi un generatore obsoleto (camino aperto, stufa datata, caldaia inefficiente) con uno nuovo meno emissivo, ti rimborsano una parte consistente della spesa, senza obbligarti a fare una ristrutturazione edilizia.
Chi può richiederlo subito (in pratica)
La platea esatta cambia da Regione a Regione, ma i punti fermi del bando sono questi:
- Devi sostituire un impianto esistente e obsoleto, non installare “da zero”.
- Il nuovo impianto deve rispettare requisiti tecnici, in particolare classe 5 stelle (per gli apparecchi a biomassa) e potenza massima 35 kW.
- In alcune regioni è previsto un vincolo di ISEE, per esempio nel Lazio fino a 50.000 euro (verifica sempre la tua Regione).
Se stai pensando “io rientro?”, il modo più rapido per capirlo è controllare due cose: che l’impianto che hai oggi sia sostituibile secondo bando, e che quello che vuoi acquistare abbia certificazioni conformi (soprattutto la certificazione 5 stelle del produttore).
Quanto puoi ottenere: gli importi, chiari e subito confrontabili
Gli importi massimi, indicati nel bando, variano in base alla tecnologia scelta:
| Intervento | Contributo massimo |
|---|---|
| Caldaie a legna | fino a 8.000 euro |
| Caldaie a pellet | fino a 7.000 euro |
| Pompe di calore | fino a 6.000 euro |
| Termocamini, termostufe, termocucine collegati al riscaldamento | fino a 5.000 euro |
| Camini a legna o pellet | fino a 4.000 euro |
| Stufe a legna o pellet | fino a 3.000 euro |
Un dettaglio che spesso fa la differenza: il contributo è “fino a”, quindi dipende da spesa ammissibile, caratteristiche dell’impianto e regole regionali. Alcune Regioni possono anche rimodulare gli importi (per esempio con massimali più bassi su specifiche categorie).
Tempistiche: è aperto adesso? Sì, ma i fondi non sono infiniti
Il bando è aperto dal 27 gennaio 2025 al 31 dicembre 2025, salvo esaurimento fondi. E qui arriva la parte “pratica”: anche se la finestra è lunga, conviene muoversi per tempo, perché quando le risorse finiscono, finiscono davvero.
Le domande si presentano online sul portale della propria Regione (Emilia Romagna, Lazio, Piemonte e altre hanno procedure e dettagli locali). Se ti trovi in una Regione con varianti, non spaventarti, è normale trovare soglie, priorità o massimali differenti.
Come fare domanda senza impazzire: checklist essenziale
Di solito ti serviranno:
- Fatture e documenti di spesa
- Prova dei pagamenti (spesso bonifici)
- Certificazione 5 stelle e schede tecniche del produttore
- Eventuale attestazione ISEE, se richiesta
- Documentazione sulla dismissione o sostituzione del vecchio impianto (secondo le regole regionali)
Un consiglio da “vita vera”: prima di acquistare, chiedi al rivenditore o installatore di indicarti nero su bianco la classe ambientale e la potenza, perché sono i due punti che più spesso fanno inciampare le domande.
E gli altri bonus nazionali? Utili, ma non sono questo
Accanto al contributo regionale, esistono strumenti diversi:
- Ecobonus 65%, detrazione su spesa fino a 30.000 euro, con requisiti specifici (per esempio termoregolazione evoluta o miglioramento di classi energetiche).
- Bonus ristrutturazione 50%, in certi casi per caldaie in classe A se l’intervento rientra nella manutenzione straordinaria.
Attenzione anche al futuro: dal 2026 sono previste aliquote ridotte (36% prima casa, 30% seconde case). Per questo il contributo regionale “oggi” può essere particolarmente interessante, perché è a fondo perduto e legato a un bando con scadenza e fondi limitati.
Se l’obiettivo è cambiare impianto e respirare meglio (in senso letterale), questo è il momento giusto per verificare sul sito della tua Regione e preparare i documenti con calma, prima che la dotazione si esaurisca.




