Hai vinto al Superenalotto? Ecco quanti soldi vanno davvero al notaio e perché è necessario

Ti immagini la scena: controlli la schedina una volta, poi due, poi chiami qualcuno “solo per sicurezza”, e intanto la testa corre già a viaggi, casa nuova, libertà. Poi arriva la domanda che nessuno ti dice quando compri il biglietto: “Quanti soldi se ne vanno davvero, e perché a un certo punto spunta pure il notaio?”.

La prima vera trattenuta: la tassazione (prima ancora dei sogni)

In Italia i premi del SuperEnalotto sopra i 500 euro sono soggetti a una tassazione del 20% sulla parte eccedente quella soglia. Tradotto in parole semplici: i primi 500 euro non vengono toccati, tutto il resto sì.

Questo è il “taglio” più importante, ed è automatico. Non è una scelta, non è una trattativa, non è un servizio facoltativo.

Per farti un’idea concreta, ecco un esempio su un jackpot enorme (come quello da 371.133.424,51 €).

VoceImporto
Vincita lorda371.133.424,51 €
Parte non tassata500,00 €
Parte tassata (20%)371.132.924,51 €
Imposta (20% sulla parte tassata)74.226.584,90 €
Vincita netta stimata296.906.839,61 €

La cifra fa comunque girare la testa, ma è utile saperlo subito: la differenza tra lordo e netto non è un dettaglio.

“Ok, ma come si incassa?” La fase di riscossione e le verifiche

Dopo una vincita importante, entra in gioco la parte meno romantica e più necessaria: identificazione, verifiche e tempi tecnici. In genere contano:

  • dove è stata giocata la schedina e il canale di gioco
  • l’importo vinto e la relativa procedura di pagamento
  • eventuali ripartizioni tra più vincitori o quote di sistema
  • la correttezza formale del titolo (la schedina) e la sua validità

Qui è fondamentale attenersi alle indicazioni ufficiali del concessionario e alle regole aggiornate, perché i dettagli operativi possono cambiare in base al tipo di giocata.

Il punto che confonde tutti: il notaio non è “la tassa”, ma spesso diventa indispensabile

E arriviamo alla frase che gira spesso: “Una parte va al notaio”. Nella maggior parte dei casi non significa che esista una percentuale fissa dovuta per legge sul premio, come accade con l’imposta. Il notaio non è un passaggio obbligatorio per “trasformare” la vincita in denaro.

Allora perché si finisce davvero dal notaio?

Perché una vincita grande crea, all’improvviso, una serie di problemi pratici che prima non esistevano. E quelli sì che possono richiedere atti notarili, cioè documenti con valore legale forte e difficilmente contestabile.

I casi tipici sono:

  • Accordi tra più vincitori: se avete giocato in gruppo, mettere nero su bianco quote e modalità di gestione evita litigi futuri.
  • Pianificazione patrimoniale e familiare: donazioni, passaggi di denaro a familiari, tutele per figli, regole in caso di imprevisti.
  • Assetti di proprietà e protezione: separazione dei beni, acquisti immobiliari complessi, intestazioni, eventuali strumenti di gestione.
  • Riduzione del rischio di contestazioni: quando le cifre sono alte, anche un dettaglio non chiarito diventa un problema enorme.

In breve, il notaio serve a trasformare l’euforia in ordine giuridico, e spesso è la differenza tra “ho vinto” e “sono davvero al sicuro”.

Quanti soldi “vanno” al notaio, in pratica?

Dipende dall’atto. Non esiste un unico costo valido per tutti, perché cambiano complessità, valore dell’operazione, numero di soggetti coinvolti, imposte collegate e attività accessorie.

Per orientarti con realismo:

  • per atti semplici e circoscritti, si parla spesso di importi nell’ordine di centinaia o poche migliaia di euro
  • per strutture più articolate, con più persone, beni immobili, clausole particolari e verifiche, i costi possono salire anche in modo significativo

La chiave è questa: rispetto a una vincita enorme, la spesa notarile di solito non è la “falcidia” principale, ma è spesso l’assicurazione che evita errori costosi.

Tre mosse intelligenti subito dopo la vincita

  1. Non muovere soldi di impulso: prima capisci il netto, poi ragioni sul resto.
  2. Formalizza gli accordi se hai giocato con altri, anche se “vi fidate”.
  3. Chiedi un preventivo chiaro: atto, tempi, costi e alternative, tutto scritto.

Alla fine, la risposta è semplice e rassicurante: la fetta grande se la prende la tassazione, il notaio entra in scena solo quando vuoi mettere in sicurezza la tua nuova vita, e spesso è proprio lì che si decide se la vincita resta un sogno o diventa un patrimonio stabile.

Redazione Portale Bonus

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