Stipendio maresciallo: quanto guadagna davvero e da cosa dipende

Quando si parla di quanto “prende davvero” un maresciallo, ci si accorge subito di una cosa: lo stipendio non è una cifra unica, scritta in pietra. È più simile a un mosaico, fatto di base, scatti, incarichi e indennità, che cambiano il risultato finale anche di parecchio mese su mese.

La fascia più realistica, quanto entra sul conto

Per un maresciallo dei Carabinieri, le stime più ricorrenti per lo stipendio netto mensile di partenza, inteso come “base” senza grandi extra, si collocano in media tra 1.600 e 2.000 euro netti. È un intervallo ampio, ma ha senso: dentro ci finiscono differenze di grado, anzianità, detrazioni e piccole voci accessorie che in busta pesano.

Negli anni 2025-2026, inoltre, si parla di un trend in crescita grazie ad adeguamenti contrattuali nell’ordine del 5-6%, che per i gradi più bassi può tradursi, indicativamente, in circa 95-100 euro netti in più al mese rispetto alle cifre precedenti.

Stipendi 2025-2026, i numeri in tabella (lordo e netto stimato)

Per orientarsi, ecco una sintesi con lordo annuo e netto mensile stimato. Considera che il netto varia per tasse, contributi e situazione personale.

GradoLordo Annuo (€)Netto Mensile Stimato (€)
Maresciallo22.847 – 24.3891.600 – 1.800
Maresciallo Ordinario23.992 – 25.6111.700 – 1.900
Maresciallo Capo24.450 – 26.0991.750 – 1.950
Maresciallo Maggiore26.8811.850 – 2.050
Maresciallo Maggiore (+8 anni)27.3701.900 – 2.100
Luogotenente28.0542.000 – 2.200

Letti così, i numeri sembrano “puliti”. Nella vita reale, però, il punto è un altro: cosa succede quando entrano in gioco scatti e indennità.

Da cosa dipende lo stipendio “vero”, le leve che spostano tutto

Qui è dove la storia si fa interessante, perché le differenze non arrivano solo dal grado sulla carta.

  • Anzianità e scatti stipendiali: con gli anni aumentano le voci fisse. Dopo 8-10 anni (o più) di servizio, molte stime indicano la possibilità di avvicinarsi e talvolta superare 2.500 euro netti mensili, a seconda del profilo e delle condizioni.
  • Indennità e bonus: turnazioni, servizi particolari, contesti operativi, formazione, responsabilità aggiuntive. Sono voci che possono aggiungere centinaia di euro e, in alcuni casi, spingere il totale oltre i 3.000 euro netti mensili.
  • Grado e incarico: la progressione non è solo “salire di nome”, cambia il parametro stipendiale e, spesso, cambia anche il tipo di responsabilità quotidiana.
  • Localizzazione e contesto: ci sono sedi disagiate o condizioni di servizio che prevedono compensi aggiuntivi, e incidono parecchio sul totale.

Un modo semplice per capire, due scenari concreti

A me aiuta immaginare due buste paga, entrambe “vere” nel senso che sono plausibili, ma molto diverse tra loro.

  1. Scenario A, profilo più lineare: maresciallo con pochi anni di servizio, in una sede standard, con turni ordinari. Qui il netto tende a stare vicino alla fascia 1.600-1.900.
  2. Scenario B, profilo più carico: anzianità solida, incarico con più responsabilità, turni frequenti e una o più indennità (operatività, sede, specializzazione). In questo caso il totale può salire sensibilmente, fino a superare 2.500 e, in alcuni periodi, avvicinarsi a 3.000+.

Perché circolano cifre diverse (e non è solo confusione)

Le discrepanze che si leggono online nascono quasi sempre da tre fattori: anno di riferimento (prima o dopo gli aumenti), inclusione o meno delle indennità, e differenze individuali (familiari a carico, detrazioni, addizionali locali). Ecco perché la domanda “quanto guadagna davvero” ha una risposta corretta solo se si specificano grado, anzianità e contesto di servizio.

In sintesi, la base è abbastanza chiara, ma il “davvero” lo decidono i dettagli: gli anni accumulati, il tipo di lavoro svolto e le indennità che trasformano una cifra buona in una cifra decisamente più alta.

Redazione Portale Bonus

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