C’è un oggetto che molti ricordano solo come un tintinnio in tasca, prima di entrare in cabina e comporre un numero a memoria. Eppure, oggi, quel piccolo disco metallico può trasformarsi in una sorpresa concreta: alcuni gettoni telefonici degli anni ’60 e ’70 sono diventati veri “pezzi da caccia”, soprattutto quando spuntano varianti rare o conservazioni impeccabili.
Perché oggi scatenano la caccia
Il fascino non nasce solo dal valore economico, ma da una miscela che, nel collezionismo, funziona sempre benissimo:
- Nostalgia: le cabine, l’attesa del tono libero, la telefonata “breve che costa”, sono immagini fortissime. Un gettone non è solo metallo, è una piccola macchina del tempo.
- Rarità: non tutti i lotti uscivano uguali. Alcune serie furono prodotte in quantità ridotte o con dettagli poi modificati, e questo crea differenze enormi sul mercato.
- Estetica e fisicità: rispetto a modelli più recenti, quelli di quegli anni appaiono spesso più “importanti”, più spessi, con scritte e lavorazioni che li rendono immediatamente riconoscibili.
Non è un caso che molti appassionati inizino proprio frugando in vecchi cassetti di famiglia, poi si accorgano che certi gettoni non sono affatto tutti uguali.
La regola d’oro: non contano “gli anni”, contano i dettagli
Qui sta la svolta: la maggior parte dei gettoni diffusi tra fine anni ’50 e anni ’80 ha un valore modesto, spesso sotto l’euro, specialmente se circolati e segnati. Quelli davvero interessanti, invece, si riconoscono da combinazioni specifiche di:
- sigle e codici
- presenza o assenza di logo
- particolari di conio e finitura
- livello di conservazione
È un po’ come con le monete: due pezzi simili a colpo d’occhio possono stare su pianeti diversi per valore.
Le varianti più ricercate: quando “senza logo” cambia tutto
Una delle categorie che fa drizzare le antenne ai collezionisti è quella dei gettoni ESM senza logo degli anni ’60 e ’70. In base alla serie e alla domanda del momento, le quotazioni riportate in ambito collezionistico possono oscillare in modo importante, indicativamente tra 50 e 300 euro.
Poi ci sono le combinazioni meno comuni, soprattutto se in stato eccellente: superare i 50 euro diventa tutt’altro che raro, a patto che il pezzo sia davvero pulito, leggibile, non “stanco” di circolazione.
Valori indicativi: le sigle che tornano spesso nelle ricerche
Le cifre variano con il mercato e con la conservazione, ma alcune sigle vengono citate spesso come interessanti. Ecco una sintesi pratica:
| Sigla | Valore indicativo (se ben conservato) |
|---|---|
| 7110 | fino a 70 euro |
| 7304 | circa 60 euro |
| 6504 | circa 45 euro |
| 7901 | circa 18 euro |
| 8011 | circa 15 euro |
| 7905 | circa 15 euro |
Questi importi vanno letti come riferimenti, non come listino fisso. Un esemplare graffiato o consumato può scendere molto, mentre un pezzo eccezionale può sorprendere in positivo.
Conservazione: il vero moltiplicatore di valore
Se c’è un punto che fa la differenza più di ogni altro è lo stato del gettone. Nella pratica:
- Leggibilità totale delle scritte e dei numeri, senza appiattimenti.
- Bordi non martoriati e senza colpi profondi.
- Superficie senza ossidazioni invasive, macchie aggressive o abrasioni evidenti.
- Aspetto generale “fresco”, come se avesse circolato poco.
Due gettoni con la stessa sigla possono valere cifre lontanissime proprio per questo. Ed è anche il motivo per cui le foto, quando si valuta un pezzo, dovrebbero mostrare bene entrambe le facce e il bordo.
Come fare una prima scrematura, in pochi minuti
Quando ne trovi una manciata e vuoi capire se vale la pena approfondire, prova così:
- separa quelli più “puliti” e nitidi, perché la conservazione è prioritaria
- annota le sigle e confrontale con le più ricercate
- controlla se ci sono varianti come assenza di logo o dettagli insoliti
- evita pulizie aggressive, perché possono lasciare segni e ridurre l’interesse collezionistico
Alla fine, la parte più bella è proprio questa: scoprire che un oggetto quotidiano, usato quasi senza pensarci, oggi racconta un’epoca intera, e in certi casi può anche valere molto più di quanto ci si aspetterebbe.




