Ti capita mai di svuotare un vecchio salvadanaio e pensare: “E se dentro ci fosse qualcosa di speciale”? Con la 2 lire 1946 “Spiga” succede davvero. È una di quelle monete che sembrano piccole, leggere, quasi innocue, e invece accendono subito l’attenzione di chi colleziona, perché possono valere molto, ma solo se è quella giusta.
Perché questa 2 lire è diventata un piccolo mito
Il punto è semplice: tiratura bassa e alta richiesta. Nel 1946 ne furono coniati circa 123.000 esemplari, un numero ridotto rispetto alle annate successive. E qui arriva la parte che spiazza, trovarla non è impossibile, trovarla ben conservata sì. La maggior parte degli esemplari ha circolato, si è consumata in tasca, è stata “vissuta”, e proprio questo fa impennare il valore degli esemplari migliori.
In più è una moneta simbolica, perché rappresenta un’Italia che riparte: è anche la prima moneta post bellica italiana in alluminio, coniata in lega Italma.
Identikit: come deve essere fatta
Prima regola, guardarla bene, senza fretta, e possibilmente con una luce radente e una lente.
Dritto (Spiga):
- al centro una spiga di grano
- ai lati il valore “L. 2”
- in basso il millesimo 1946
Verso (Agricoltore):
- un agricoltore che ara la terra
- la legenda “REPUBBLICA ITALIANA”
- la firma dell’autore G. Romagnoli, con indicazioni dell’incisore in basso
Dati tecnici principali:
- materiale: Italma (lega a base di alluminio)
- peso: 1,75 g
- diametro: circa 24,1 mm (talvolta indicato 23,98 mm)
- contorno: liscio
- assi: alla francese
Se una di queste caratteristiche “stona”, ad esempio un bordo strano o un diametro palesemente diverso, conviene fermarsi e verificare.
Conservazione: è qui che si decide il valore
La 2 lire 1946 è l’esempio perfetto di come la conservazione possa cambiare tutto. Un esemplare usurato resta interessante, ma un esemplare con rilievi vivi diventa un pezzo da caccia.
Ecco una griglia indicativa, utile per orientarsi:
| Conservazione | Cosa cercare a colpo d’occhio | Valore indicativo |
|---|---|---|
| Usurata | scritte più piatte, spiga consumata, segni evidenti | 10-50 € |
| BB | dettagli presenti ma con segni d’uso, piccoli colpi | circa 100 € |
| Spl | rilievi ancora nitidi, usura leggera | circa 200 € |
| FDC | quasi perfetta, nessun colpo, lustro evidente | 300 €+ |
Dettagli da osservare con attenzione:
- Capelli e volto dell’agricoltore, devono avere profondità, non essere “lisciati”.
- Spiga e grani, se sono ben definiti il salto di qualità è immediato.
- Scritte, soprattutto “REPUBBLICA ITALIANA”, devono essere pulite e leggibili.
- Colpi sul bordo, anche piccoli, possono far scendere la categoria.
Autenticità e “trappole” comuni
Quando una moneta è ricercata, è normale che spuntino problemi. Non serve diventare paranoici, basta essere metodici.
Le situazioni più frequenti:
- Usura scambiata per rarità, una moneta molto consumata può sembrare “diversa” ma è solo stanca.
- Scivolature di conio e battitura debole, non sono falsi, però possono abbassare il valore perché i rilievi appaiono meno forti.
- Falsi o manipolazioni, soprattutto se il prezzo sembra troppo bello per essere vero.
Se compri, preferisci venditori che offrano garanzie e, per pezzi importanti, valutazioni con certificati fotografici (ad esempio realtà numismatiche che lavorano con perizie e documentazione). Per chi cataloga, è utile anche incrociare i dati con cataloghi riconosciuti, come il Pagani, dove la 2 lire 1946 “Spiga” è spesso riportata con codice 2401 e grado di rarità R.
Se ne trovi una: cosa fare subito
- Non pulirla, mai, la pulizia può rovinare superficie e valore.
- Conservala in bustina neutra o capsula, evitando graffi.
- Fai foto nitide di dritto, verso e bordo.
- Chiedi un parere a un professionista se sospetti uno stato Spl o FDC.
Alla fine la “moneta che tutti cercano” non è un mistero: è una 2 lire precisa, riconoscibile, rara davvero per tiratura e soprattutto difficile da trovare in alta conservazione. Ed è proprio qui che si gioca la differenza tra una curiosità da cassetto e un pezzo che fa brillare gli occhi a qualsiasi collezionista.




