Ti è mai capitato di svuotare le tasche la sera, buttare le monete sul tavolo e, per un attimo, chiederti se in mezzo ci fosse “quella giusta”? Con i 2 euro dedicati a Donatello succede spesso: non ti cambiano la vita, ma possono trasformare una moneta comune in un piccolo tesoretto da collezionisti.
Qual è la moneta che tutti cercano (e perché)
Parliamo del 2 euro commemorativo emesso nel 2016 per il 550° anniversario della morte di Donatello. È una moneta con valore nominale di 2 euro, certo, ma con un valore di mercato più alto perché interessa a chi colleziona emissioni italiane commemorative.
La cosa curiosa è che non serve avere un pezzo rarissimo o “proibitivo”. Basta averlo in buone condizioni, e magari averlo intercettato prima che si graffiasse in fondo al portamonete.
Come riconoscerla al primo colpo
Il modo più semplice è guardare il lato nazionale (quello con il disegno celebrativo). Qui trovi la testa del David di Donatello, ispirata alla celebre scultura in bronzo.
Poi ci sono dettagli che, una volta notati, non li dimentichi più:
- gli anni “1466” e “2016”
- il monogramma della Repubblica Italiana
- la firma dell’autrice Claudia Momoni (C.M.)
- le dodici stelle dell’Unione Europea lungo l’anello esterno
È stata coniata dalla Zecca di Roma nel 2016, con una tiratura di 1.500.000 esemplari, più 15.000 pezzi in Fior di conio confezionati in coincard. Non è pochissimo, ed è proprio questo che ridimensiona l’idea della “fortuna” clamorosa, ma non toglie nulla al suo fascino collezionistico.
Quanto vale davvero, in base alle condizioni
Qui arriva la parte che interessa davvero, e che spesso fa la differenza tra “bella, la tengo” e “ok, la valuto”.
La regola è semplice: più la moneta è vicina a come è uscita dalla zecca, più sale.
| Stato di conservazione | Cosa significa in pratica | Stima valore di mercato |
|---|---|---|
| Circolata | piccoli segni, micrograffi, rilievi meno netti | circa 3,50-4 € |
| Fior di conio (FDC) | brillantezza intatta, pochissimi segni, dettagli nitidi | da 5,50 € fino a 12 € nei canali specializzati |
| In coincard | FDC sigillata, confezione integra | in genere tra le più richieste |
Quindi sì, può valere più del doppio, e a volte anche 5 o 6 volte il nominale, ma “una fortuna” nel senso letterale è un’altra storia. La vera soddisfazione è scoprire che una moneta che sembrava qualunque ha un valore riconosciuto dai collezionisti.
Il test rapido: come capire se la tua è “buona”
Quando la prendi in mano, fai queste verifiche veloci:
- Guarda la luce: una moneta FDC riflette in modo più “pulito”, senza opacità diffuse.
- Controlla i bordi: colpi e ammaccature fanno scendere subito la valutazione.
- Osserva i dettagli fini: capelli, lineamenti e scritte devono essere leggibili e netti.
- Niente pulizie aggressive: lucidare può sembrare una buona idea, in realtà può ridurre il valore per i collezionisti.
Dove controllare e come muoverti senza fretta
Se vuoi fare le cose con calma (e spesso conviene), l’approccio migliore è:
- confrontare foto e descrizioni con cataloghi o listini aggiornati
- chiedere una valutazione a un negozio numismatico
- se la hai in coincard, conservarla così com’è, perché confezionamento e integrità contano
La risposta finale: vale una fortuna?
Vale più di 2 euro, spesso in modo netto, soprattutto se è in Fior di conio o in coincard. Però non è una moneta “miracolosa” da centinaia di euro solo perché esiste. Il suo bello sta nel fatto che è accessibile, riconoscibile e ricercata, un piccolo premio per chi ha l’occhio allenato.
Quindi sì, controlla pure nel portafoglio: potresti trovarti in mano una moneta che, senza fare rumore, vale già molto più di quanto dica il suo bordo.




