Superbonus 110% – Sismabonus, si grazie. Gli interventi da effettuare assolutamente – Anti ribaltamento, Confinamento dei nodi non confinati e Cerchiatura della copertura

Superbonus 110% – Sismabonus, si grazie. Gli interventi da effettuare assolutamente – Anti ribaltamento, Confinamento dei nodi non confinati e Cerchiatura della copertura

Superbonus 110% – Sismabonus, si grazie. Gli interventi da effettuare assolutamente – Anti ribaltamento, “Confinamento dei nodi non confinati” e “Cerchiatura della copertura nelle strutture in cemento armato”

Quali sono le principali strategie di intervento che possono essere applicate ad un immobile per migliorare la sua classe sismica?

Cosa si intende per rischio sismico

Prima di vedere quali sono gli interventi è meglio spiegare che cosa si intende per rischio nell’ambito sismico. Si usa la seguente espressione per individuare il rischio:
Pericolosità × Vulnerabilità × Esposizione =  Rischio

Nel dettaglio:

  • Pericolosità: La pericolosità è legata alla sismicità del sito e viene definita come la probabilità che si verifichi, in una data area ed in un certo intervallo di tempo, un terremoto che superi una fissata soglia di intensità.
  • Vulnerabilità: può essere descritta come la propensione di cose e persone a subire un danno di un determinato livello, a fronte di un evento sismico di una data intensità.
  • Esposizione: indica il numero di persone o beni esposti al fenomeno definendo il valore, in termini di vite umane, di beni culturali e/o artistici, di beni mobili e/o immobili, ecc sottoposti al rischio.

L’Italia è un paese ad alto rischio sismico, non solo perché sul territorio sono presenti molte faglie che generano terremoti, e la maggior parte del patrimonio immobiliare italiano è stato costruito prima del 1974, ma anche per via della alta densità abitativa che caratterizza l’Italia.

Con gli interventi antisismici si riduce il rischio tentando di diminuire il più possibile la “vulnerabilità” dell’immobile. Siccome per determinare il rischio i 3 fattori vengono moltiplicati, portare a zero una delle tre componenti azzererebbe il rischio.

Che interventi bisogna fare?

Prima di tutto bisogna analizzare l’immobile che sarà oggetto degli interventi. Bisogna classificarlo in una scala da 0 a 1, dove 1 è la presenza di un immobile con tutti gli standard di sicurezza, e 0 uno che ne è privo.

Se gli interventi migliorativi sono molti e molto invasivi bisogna sempre valutare se non convenga effettuare una demolizione/ricostruzione (opzione che può essere usata per il superbonus 110%)

Gli interventi si dividono in 3 categorie:

  • adeguamento: portano l’immobile ad avere una sicurezza pari al nuovo
  • miglioramento: migliorano la sicurezza dell’immobile, non raggiungendo però lo standard richiesto dalle nuove abitazioni
  • riparazioni: portano l’immobile alla condizione di sicurezza originaria (ad esempio dopo un danno che ha impattato le mura portanti)

Ora analizzeremo quali sono i due interventi che suggeriamo per tutti gli immobili in cemento armato.

 

Confinamento dei nodi non confinati

I terremoti tendono a mettere sotto pressione la struttura dell’edificio. In particolare negli edifici in cemento armato, una parte messa sotto pressione sono i nodi esterni (in poche parole gli angoli esterni) che non hanno il confinamento su una o due facce. L’intervento su questi nodi “deboli” consente di diminuire la vulnerabilità dell’edificio. Come materiali di rinforzo si possono usare:

  • placcaggi metallici: soluzione semplice, ma con tutti i problemi tipici del metallo
  • compositi in calcestruzzo fibro-rinforzato (FRP), buono, ma con dei problemi di aderenza sulle costruzioni in calcestruzzo di bassa qualità
  • l’utilizzo di incamiciature di calcestruzzo fibro-rinforzato ad elevate prestazioni (HPFRC), ottimo, perchè supera il problema dell’aderenza del metodo precedente creando una camicia con spessore di 3-5 cm attorno all’edificio

Cerchiatura della copertura nelle strutture in cemento armato

Il prof. Ing. Lorenzo Jurina definisce la cerchiatura come:

“l’applicazione di una legatura intorno ad un oggetto, con l’obiettivo di limitarne o impedirne le deformazioni laterali e l’innesco della rottura.”

Questa tecnica è molto antica e consiste nell’applicazione di una “fasciatura” intorno all’elemento da consolidare. Per questo l’applicazioni di nodi, di placcature, di tessuti, di giunti, di nastri, di piatti di materiali specifici (come la fibra di carbonio) sulle travi consente di ridurre la vulnerabilità dell’edificio. Per la protezione della cerchiatura dovranno essere utilizzati dei calcestruzzi specifici per impedire la corrosione del materiale

Conclusioni

Gli interventi per il miglioramento sismico degli edifici sono molteplici e potrebbero differire da edificio ad edificio. Per questo bisogna essere seguiti da uno specialista incaricato da chi detiene il possesso dell’immobile. Solo così l’analisi sarà fatta con gli interessi delle persone che vivranno in quell’immobile

fonti : Adeguamento e miglioramento sismico di edifici esistenti in c.a.: analisi di alcune tecniche di intervento

Rinforzo locale in HPFRC di nodi perimetrali non confinati di telai in c.a.: l’esempio di un nodo d’angolo e uno di facciata

Cerchiature di strutture murarie: tecniche tradizionali ed innovative

linee guida per riparazione e rafforzamento di elementi strutturali, tamponature e partizioni 

 

 

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